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IL TRABUCCO DEL GARGANO

Pubblicato da Pugliabout

Il Trabucco

Nel nostro viaggio alla scoperta delle bellezze e delle particolarità della Puglia abbiamo descritto chiese, natura, monumenti di ogni tipo.

E continuiamo a farlo.

In questo articolo, però, raccontiamo la storia di un bene materiale da salvaguardare e proteggere per le generazioni future, perché parte fondamentale della storia e della tradizione della Puglia: i Trabucchi.

Il Trabucco è una costruzione in legno utilizzata per la pesca soprattutto nella zona compresa tra Vieste e Peschici e la sua origine risale alla metà del 1800; i primi trabucchi nacquero, presumibilmente, per far fronte alla necessità delle popolazioni di questi luoghi (sprovviste di grosse imbarcazioni per la pesca) di catturare i grossi banchi di cefali, anguille e capitoni che attraversavano la costa garganica partendo dai vicini laghi di Lesina e Varano.

Oggi se ne contano circa 16, ma fino al 1950 ne erano presenti ben 36.

Il Trabucco garganico ha una struttura imponente: la parte principale è costituita dal “ponte” (generalmente utilizzato per gestire il funzionamento della macchina e la preparazione delle reti da pesca, grande circa 7 metri quadrati e sorretto da un massimo di 25 pali di Pino d’Aleppo) sul quale vengono fissate le “ciuccie” (grossi tronchi posizionati al centro del ponte, in grado di sorreggere le pesanti reti e di consentire un perfetto funzionamento del trabucco). 

Gli “alberi”, invece, sono un elemento indispensabile per il perfetto bilanciamento dell’intera struttura; sono fatti di legno molto robusto (generalmente castagno), sono lunghi fino a 18 metri e vengono inseriti nella roccia in modo perfettamente verticale grazie alla procedura chiamata “messa a piombo”, che si conclude con l’inserimento di resistenti cavi di ferro sulle “antenne”(fondamentali per l’innalzamento ed abbassamento della grande rete posizionata sul fondale).

La tecnica di pesca con il trabucco è da sempre la stessa, tramandata da generazione in generazione fino ai giorni nostri; è una tecnica molto semplice, basata sulla bravura dei pescatori.

La rete viene cucita su misura per ogni trabucco (generalmente le dimensioni sono 31m x 24 m x 27 m) e viene inserita in acqua cu un lato poggiato sul fondale a favore di corrente; a questo punto, un “mastro trabuccolante”  cammina sull’antenna posizionata sopra questo lato e dà un segnale nel momento in cui vede l’arrivo dei banchi di pesce.

Negli anni passati questa attività permetteva di mantenere intere famiglie grazie ai grossi quantitativi di pesce pescato.

Con il passare del tempo e con l’arrivo dei pescherecci e delle moderne tecniche, però, il Trabucco ha perso la sua importanza sociale ed economica ed ha iniziato a subire un lento declino.

Oggi, però, un gruppo di giovani appassionati della tradizione garganica ha fatto nascere l’Associazione Rinascita dei Trabucchi Storici che ha un solo ed unico obiettivo: salvare i trabucchi garganici e farli ritornare ad essere un punto di riferimento.

Per fare questo, organizzano dimostrazioni di pesca per i turisti e cercano di restaurare i trabucchi che, per varie ragioni, sono stati abbandonati nel corso degli anni.

Un percorso difficile ma non impossibile.

La costruzione ed il restauro di un trabucco, infatti, richiede una grandissima maestria che solo pochi Mastri Trabuccolanti possiedono; molti mastri non sono riusciti a tramandare il loro sapere e, a quelli rimasti, tocca l’impegnativo compito di insegnare questa antica arte alle generazioni future.

Lo stanno facendo attraverso l’Accademia dei Mastri Trabuccolanti, un progetto promosso dalla stessa associazione all’interno del quale gli “anziani” tramandano la loro maestria ai “giovani”.

Il Trabucco è un patrimonio di tutta la Puglia, un gigante del mare che unisce tradizione, storia ed amore per questa terra.

Conservarlo è un impegno per i pugliesi e per tutti i turisti che visitano questa regione.

Per la realizzazione di questo articolo si ringrazia l’Associazione Rinascita dei Trabucchi Storici  (http://www.trabucchidelgargano.org)





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lunedì, Gennaio 7, 2019

CHIESA DI SANTO STEFANO (Soleto, Lecce)

Pubblicato da Pugliabout